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PER UN ORIZZONTE EBRAICO ANTIRAZZISTA E DEMOCRATICOData: 2026-04-01Autore: Gherush92 e NES Noi Ebrei Socialisti PER UN ORIZZONTE EBRAICO ANTIRAZZISTA E DEMOCRATICO NES Noi Ebrei Socialisti esprimiamo profonda preoccupazione per la sequenza di scelte compiute dal governo israeliano nelle ultime settimane, che segnano un ulteriore spostamento a destra del baricentro politico e istituzionale del Paese. Il voto contrario di Israele alla risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite sulla riduzione in schiavitù degli africani durante la tratta transatlantica - che è stata riconosciuta come “il più grave crimine contro l’umanità” - rappresenta una decisione politicamente e moralmente grave, che colloca Israele in una posizione di isolamento su un tema che dovrebbe invece unire le coscienze democratiche. Ancor più grave è l’approvazione della legge che introduce nei Tribunali Militari la pena di morte per azioni di terrorismo letali. Questa scelta si inserisce in un quadro già segnato dal peggioramento della situazione nei territori della Cisgiordania (Giudea e Samaria), dove continuano tensioni, violenze, restrizioni e una progressiva erosione di ogni prospettiva politica fondata sul diritto, sulla convivenza e sulla reciprocità del riconoscimento. La recente legge stabilisce che la pena di morte sarà inflitta a un terrorista che ha ucciso una persona "con l'intento di negare l'esistenza dello Stato di Israele". La formulazione con criteri discriminatori crea una distinzione che riserva di fatto la pena esclusivamente al terrorismo palestinese (perché l'onere probatorio ideologico che impone rende pressoché impossibile la sua applicazione al terrorismo nazionalista ebraico o a stragi per altre finalità). La Torà prevede la pena capitale per reati gravi, come omicidio, idolatria e adulterio, ma il Talmud (Makkot 7a-b) impone condizioni rigorose, garanzie procedurali che quasi inficiano la concreta possibilità di applicare tale pena: sono indispensabili due testimoni oculari che abbiano avvertito il colpevole prima del reato della pena specifica, e questi devono essere irreprensibili (hatra’ah). Un tribunale che eseguisse una condanna ogni sette (o settanta) anni verrebbe segnato come "sanguinario" (Makkot 7a), riflettendo l'ideale rabbinico di evitare esecuzioni. Rabbini come R. El'azar ben Azarya e il Rambam (Hilchot Sanhedrin) sottolineano che la pena mira a preservare la santità della vita più che a uccidere: in assenza del Sinedrio a Gerusalemme (dal 70 e.v.), l'antico tribunale rabbinico che aveva l'autorità di emettere condanne a morte, le esecuzioni sono sospese mentre l'Assemblea di Gerusalemme abolì de facto la pena capitale intorno al 30 e.v., preferendo la misericordia e il ravvedimento (teshuvà). Fra le critiche contemporanee, il Rabbino Capo Sefardita Yitzhak Yosef ha dichiarato che "tutti i grandi saggi dell'Ebraismo sono contro la pena di morte"; e, citando l'assenza di benefici spirituali o pratici, in linea con la tradizione che la vede come estrema eccezione, ha affermato che non esistendo più il Sanhedrin (Sinedrio) nessuno oggi ha il potere di applicare tale pena. Sul complesso tema della pena di morte nell'ebraismo rimandiamo all'articolo di ieri 31 marzo 2026, "Punire il male, proteggere la vita" di Rav Ariel Di Porto su Pagine Ebraiche. Interessanti anche le considerazioni di Rav Shalom Bahbout sulla pena di morte che considera ingiusta se applicata, perché un terrorista che provoca una strage dovrebbe essere costretto a ripagare con 52 anni di lavoro ciò che ha distrutto e a svolgere una funzione riabilitativa ed educativa verso se stesso e il suo paese di origine. La recente legge, selettiva verso specifiche azioni omicide, e senza garanzie halakiche, sembra contrastare con la Torà che rifiuta la vendetta e i processi sommari. Inoltre la norma, che appunto presenta evidenti profili di discriminazione, comprime il diritto alla difesa, altera il principio di uguaglianza davanti alla legge e contrasta con i fondamenti dello Stato di diritto. Ci auguriamo che la Corte Suprema israeliana possa intervenire rapidamente per annullarla, per i suoi palesi vizi di legittimità. A nostro giudizio non siamo davanti a misure che rafforzano la sicurezza di Israele. Siamo davanti a decisioni che rispondono a un calcolo politico-elettorale, volto a inseguire consensi ancora più a destra e a consolidare un blocco reazionario più estremo di quello attuale. Per Noi Ebrei Socialisti tutto questo è inaccettabile. La sicurezza di Israele non si difende con norme discriminatorie, con la radicalizzazione permanente del conflitto, con l’indebolimento dei principi democratici. Si difende rafforzando lo Stato di diritto, l’eguaglianza, il pluralismo istituzionale e una credibile prospettiva di pace. Stiamo assistendo al tradimento degli ideali dei Sionisti, padri e madri fondatori di Israele. Questa legge sulla pena di morte, che colpisce i valori fondamentali dell'ebraismo, ha l'effetto immediato di destabilizzare e creare una cesura difficilmente sanabile. Per questo rivolgiamo un appello al fronte di opposizione democratico presente e vivo in Israele, perché sappia superare divisioni e frammentazioni e costruire una coalizione solida, capace di arginare questa deriva involutiva e restituire al Paese un orizzonte ebraico democratico e di convivenza civile. Diritti umani, diversità culturale, antirazzismo, sostenibilità, che sono i fondamenti dell’ebraismo, tornino ad essere fonte di ispirazione di un’opposizione ebraica democratica, in Israele e nel mondo. NES Noi Ebrei Socialisti Gherush92 Comitato per i Diritti Umani Per leggere Il Manifesto (clicca qui) Seguici: Blog NES - Canale WhatsApp NES Per info scrivi a +39 352 078 3041 (WA) o gherush92@gmail.com Data: 2026-04-1 Autore: NES Noi Ebrei Socialisti |
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